Apple Pay sbarca in Italia: ecco come funziona. Banche e partner abilitati


E’ disponibile da oggi anche in Italia Apple Pay, il sistema di pagamento con iPhone lanciato nel 2014 negli Stati Uniti.

Apple Pay

Come funziona.  Con Apple Pay è possibile trasformare il proprio iPhone (dal 6 in poi) o Apple Watch in una carta di credito: basta avvicinare il telefono al POS contactless e usare il lettore di impronte digitali per essere autenticati ed effettuare il pagamento. In alternativa, è possibile utilizzare Apple Pay per i pagamenti all’interno delle app o nei siti web compatibili.

I partner in Italia. Sono già molte le banche e i negozi fisici che accettano questa nuova modalità di pagamento, a patto che siano muniti di POS contactless. Da oggi si può usare Apple Pay negli ipermercati Auchan, supermercati Simply Market, Esselunga, Carrefour, nei discount Lidl, Eurospin.

Non solo, anche nella ristorazione, come da Old Wild West o Autogrill e Eataly. La lista è già lunga e sarà ampliata nel tempo. Ci sono gli store OVS, la Rinascente, H&M, Sephora, Limoni, La Gardenia, Mondadori, Apple Store, Media World, Unieuro, ePrice e Leroy Merlin.

Le app e siti già compatibili sono invece: Unieuro (app e sito), ParkAppy (app), EniPay (App), Deliveroo (app e sito), easyJet (app e sito), Musement (app e sito), Giglio (sito), gli Stockisti (sito), Saldi Privati (App), Trainline (App), Booking.com (App).

Apple Pay supporta carte del circuito Visa e Mastercard se erogate da Unicredit, Carrefour Bank e Boon (una app che consente di caricare una carta prepagata di una banca anche se questa non è partner Apple).

Già confermate e arriveranno a breve anche American Express, Fineco, CartaBCC, ExprendiaSmart (carta aziendale), Hype (prepagata elettronica), Mediolanum, N26 (startup di Berlino che offre servizi bancari per smartphone) e Widiba (banca online di Mps).

Il servizio non è vincolato ad alcun operatore, quindi può essere utilizzato da qualunque possessore di iPhone (dalla versione 6 in poi) con la SIM del proprio gestore preferito, anche un “virtuale”.


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