Inchiesta Altroconsumo su acquisto carte SIM: coinvolti anche 7 operatori mobili virtuali


Interessante inchiesta, quella effettuata dalla nota associazione consumatori Altroconsumo sulla trasparenza dell’offerta e delle condizioni contrattuali durante l’acquisto di nuove carte SIM da parte degli utenti. Una vera e propria ricerca sul campo che ha coinvolto sedici negozi in nove città diverse, con l’acquisto di schede SIM di tutti e quattro gli operatori di telefonia mobile (Tim, Vodafone, Tre e Wind) e di sette operatori virtuali (Nòverca, CoopVoce, A-Mobile, Carrefour UNO Mobile, PosteMobile, MTV Mobile e ERG Mobile). Simulando il comportamento di un normale cliente che vuole comprare una SIM per il suo cellulare, le informazioni e i documenti forniti da negozianti e addetti si sono dimostrate carenti, quando non volutamente ingannevoli. Negozi specializzati ed esclusivi e rivenditori SIM di operatori mobili virtuali non consegnano al consumatore le condizioni di vendita nell’86% dei casi, né la documentazione controfirmata (51%), né le informazioni corrette sui piani tariffari e opzioni sul credito disponibile (22% dei casi), né l’informativa sulla privacy (62%).

Interessanti alcuni dei casi segnalati dall’inchiesta riguardanti l’acquisto di SIM di operatori mobili virtuali. In una filiale Intesa San Paolo di Milano il venditore oltre alla vendita della SIM Nòverca propone subito l’apertura di un conto corrente, ma non solo, alla richiesta di portabilità risponde confermando che la tariffa che il cliente avrà attiva sarà la ‘Benvenuto’ (che consente di ottenere il rimborso del 50% del traffico effettuato), mentre di fatto il profilo che è stato attivato (Nòverca X Te) non prevede nessun rimborso. In un centro Auchan di Palermo poi, sempre secondo l’inchiesta Altroconsumo, viene richiesta una portabilità del numero verso A-Mobile e relativo trasferimento del credito residuo. Dopo conferme del venditore, a portabilità effettuata e su verifiche tramite il servizio clienti, si scopre che non è mai stato richiesto il trasferimento del credito residuo dal vecchio operatore. In un Ipercoop di Napoli invece, durante l’acquisto di una SIM CoopVoce, viene consegnata la stessa senza confezione originale, senza le condizioni di vendita né alcuna dichiarazione sulla privacy, nè informazioni utili come il numero dell’assistenza clienti o le diverse modalità per ricaricare la sim. Insomma, che siano operatori di rete tradizionale o virtuali, l’inchiesta mette in luce che c’è ancora molto da fare. Nel frattempo l’associazione Altroconsumo ha ben pensato di segnalare i risultati dell’indagine al Garante della concorrenza e del mercato: ‘La segnalazione all’Antitrust è dovuta: chi compra una Sim sta di fatto sottoscrivendo un contratto con un operatore telefonico. Ma non ne conosce il contenuto perché il negoziante stesso ignora le condizioni di vendita, oppure non le comunica agli utenti’. Discutine nel nostro FORUM..


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