MVNO Italiani: a quando un intervento (serio) dell’AGCOM?


Bip MobileIl caso Bip Mobile è ancora sulla bocca di tutti, con le miriadi di articoli su web, carta stampata e intere trasmissioni tv dedicate agli utenti rimasti “senza linea”, dopo l’annunciato blocco delle utenze, anticipato proprio dal nostro portale. Ma quello che molti non sanno è che di chiusure nel campo degli operatori mobili virtuali dal loro debutto nel 2007 ce ne sono state (e anche molte) e non rimarranno probabilmente solo casi isolati (come succede o è già successo anche all’estero). Il tema era stato già affrontato su queste pagine nel 2009, quando ci fu la chiusura del servizio di telefonia mobile di Conad (Conad INSIM), dove una nota ufficiale del consorzio ribadiva:

conad insimIn questo delicato momento economico, CONAD ha scelto di concentrare i propri investimenti su offerte che diano più valore al carrello della spesa dei propri clienti, con l’impegno di offrire quotidianamente qualità e convenienza.. “. Di fatto, come accade ancora oggi, il problema è nei margini di guadagno – per gli operatori mobili virtuali – troppo bassi, tanto che ha portato diverse realtà alla chiusura o semplicemente a rinunciare a questo tipo di business (da Telepass Mobile a Italiacom, giusto per citare alcuni esempi).

Aggregazioni e chiusure 

Il mercato della telefonia mobile, come prevedono anche diversi analisti, porterà sicuramente alla aggregazione di molti operatori nel nostro continente e alcuni di questi probabilmente non sopravviveranno. Purtroppo in Italia il fenomeno potrebbe assumere un impatto ancora più rilevante, perchè le condizioni in cui una azienda (che vuole entrare nel business della telefonia mobile come MVNO) si trova ad operare, sono ancora oggi proibitive.

Gli attuali MVNO italiani sono tutti nati da accordi di natura strettamente commerciale con i rispettivi operatori di rete. Questo significa sostanzialmente una cosa molto importante: Telecom Italia, Vodafone, H3G e Wind dettano le loro condizioni economiche alle aziende che vogliono tentare “l’avventura” nel settore della telefonia mobile come “virtuale”, con margini di guadagno talmente ridotti, che diventa difficile anche imporsi o tentare di fare concorrenza sulle tariffe al consumatore finale.

Per fare un esempio molto banale: l’operatore di rete di turno decide di vendere TOT minuti di traffico all’operatore mobile virtuale. Calcolatrice alla mano, il “virtuale” scopre di avere a disposizione una tariffa – di fatto – da 6 centesimi al minuto. Offre ai suoi clienti una tariffa di poco superiore, con margini di guadagno molto limitati. A breve l’operatore di rete decide di abbassare le tariffe ai propri clienti, con un prezzo addirittura più conveniente di quello che applica al virtuale (senza rivedere il listino applicato all’ESP o MVNO di turno). Ecco che si crea così una situazione molto simile a quella che ha portato al blocco del servizio – e ai debiti – di Bip Mobile.

Interventi a favore dei MVNO

Non essendoci una regolamentazione apposita del settore (l’AGCOM, che dovrebbe vigilare e tutelare anche questa realtà, in quasi 7 anni, nonostante le criticità evidenti, ha ben pensato di non intervenire), la situazione diventa il classico esempio di liberalizzazione compiuta solo in parte. Se infatti all’estero i “virtuali” godono di maggior tutela e garantiscono una forte concorrenza nel settore della telefonia mobile, in Italia questo non accade. Eppure spesso molti MVNO in Italia offrono un servizio davvero eccellente e in alcuni casi anche una assistenza al cliente di 24 ore su 24, battendo in questo anche i 4 operatori di rete (dove in alcuni casi si ricorre addirittura a customer service gestito all’estero con personale che fatica a capire le esigenze del cliente di turno).

E in tutto questo, va ora ad aggiungersi il caso Bip Mobile, che ha dato all’opinione pubblica l’idea (errata), che i virtuali sono realtà poco affidabili, a tutto vantaggio (in pratica meglio di uno spot tv) degli operatori di rete.

E pensare che per l’AGCOM non dovrebbe nemmeno essere molto difficile poter porre rimedio a questa situazione tutta italiana. Basterebbe semplicemente imporre agli operatori di rete tariffe “al costo” (o che vi si avvicinino molto), per permettere ai virtuali il giusto margine di guadagno e di fare vera concorrenza, grazie a tariffe più convenienti.

Se poi un giorno dovessimo ritrovarci con una fusione che porti il numero degli attuali operatori mobili da 4 a 3 (come molti organi di stampa danno per certo, o quasi), l’unica vera alternativa che garantisca un po’ di risparmio e concorrenza, rimarrà solo quella dei “virtuali”.

Di seguito, alcuni approfondimenti:


Segui MVNO News anche su Google Newsclicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”. Non perdere nemmeno una notizia, i nostri approfondimenti e le anteprime esclusive, unisciti al nostro canale Telegram e alla community su Facebook Twitter. MVNO News è inoltre una comoda Web App gratuita, scaricala subito!

Commenta o Rispondi ad un commento..