Firefox OS per smartphone: il progetto dalla nascita all’addio.


Firefox OSLa notizia era nell’aria da mesi, ma solo adesso è arrivata la conferma ufficiale: Firefox OS per smartphone è definitivamente morto. Ma come si è arrivati a questa scelta così drastica?

Era l’ormai lontano Febbraio 2013 quando il CEO di ZTE annuncia dal palco del Mobile World Congress di Barcellona che la sua azienda è in procinto di lanciare il primo smartphone al mondo con Firefox OS, il ZTE Open, modello di fascia ultra bassa destinato ai mercati di America Latina, Europa e Asia. A questo si aggiungono col tempo anche i prodotti della spagnola Geeksphone e la serie Fire di Alcatel.

Ma cosa spinge produttori di calibro mondiale a scommettere su questo sistema operativo? In primis, Firefox OS è stato pensato fin dall’inizio come web-based, ovvero il linguaggio usato sia per la struttura dell’OS stesso, sia per le applicazioni che possono girarci, è l’HTML5, lo stesso utilizzato nel web e pertanto universale (compatibile con qualunque altro sistema operativo), facile da usare, open source e aperto a un pubblico di sviluppatori potenzialmente enorme.

Inoltre, questo rende l’OS leggerissimo, quindi adatto a girare anche su hardware poco performante e, nelle intenzioni di Mozilla, grazie alla feature della ricerca adattiva, potremmo avere a portata di mano in ogni istante migliaia di web apps senza necessità di scaricarle sul nostro dispositivo. Tutte queste qualità, unite ad una interfaccia estremamente semplice, portano i produttori sopra citati a puntare su Firefox OS e ad equipaggiarcici diversi dispositivi di fascia bassa, pensati per i mercati emergenti che si affacciano per la prima volta al world wide web.

Nello stesso anno arriva anche in Italia il primo smartphone con Firefox OS, l’Alcatel One Touch Fire, venduto in collaborazione con TIM ad un prezzo di lancio di circa 80 euro. Ma con esso arrivano anche i primi problemi: la versione con qui è equipaggiato, la 1.1, si rivela ancora troppo acerba, e l’hardware non all’altezza, così che lo smartphone viene ampiamente bocciato dalla critica e, dopo un iniziale successo dovuto alla curiosità degli utenti più smanettoni, si rivela un flop di vendite. Meglio va nei mercati emergenti e in particolare in America Latina, dove Firefox OS riscuote i suoi primi piccoli successi.

Il 2014 è un anno di crescita per la “volpetta” rossa, con l’arrivo delle versioni firmware 1.3 e 1.4 che portano molte migliorie all’OS e lo rendono più stabile (e l’arrivo di nuovi partner di peso, come Huawei col suo YII e LG col Fireweb). Grazie a una collaborazione tra Mozilla, Alcatel/TCL e T2 Mobile nasce il Flame, il dispositivo di fascia media pensato appositamente per gli sviluppatori e aggiornato costantemente via OTA da Mozilla stessa, sulla scia delle serie Nexus di Google. Cresce inoltre il marketplace, che si arricchisce di nomi importanti come Hubii e Cut the rope.

Nonostante tutto ciò, a un anno e mezzo dal lancio Firefox OS continua ad avere quote di mercato stagnanti e rimane indietro per diversi aspetti a diretti concorrenti come Android o IOS. Per questo motivo, nel 2015, Mozilla rilascia Firefox OS 2.0, che porta in dote un’interfaccia grafica completamente rinnovata, finalmente gradevole e in grado di competere con gli altri OS mainstream (con tante funzioni in più, che vanno dal supporto all’NFC, al miglioramento del software fotocamera, alla funzione “find my device”). Per la “volpetta” rossa sembra un nuovo inizio, a sancire questo passaggio pensa LG col suo FX0, il primo smartphone Firefox OS di fascia medio/alta, ultra premiato per sua estetica originale (che lo ha portato anche al MOMA di New York) e destinato al mercato giapponese, dove pare abbia avuto il suo piccolo successo nonostante i prezzi di vendita estremamente alti.

Contemporaneamente, Mozilla trova nuovi partner in Asia e Filippine, arrivando a 19 modelli powered by Firefox OS da diverse aziende. Nello stesso anno, sempre dal palco del MWC di Barcellona, Panasonic annuncia la sua nuova linea di smart-tv equipaggiata con una versione apposita di Firefox OS: è il primo approccio dell’os di Mozilla all’Internet of Things.

Dopo un inizio di 2015 in grande stile, però, il resto dell’anno risulta stagnante. Pochi nuovi modelli, ad eccezione dell’Orange Klif che, assieme al OneTouch Fire E segnano lo sbarco in Africa di Mozilla. Tanti gli annunci, che vanno da un futuro sull’IoT, a feature phone con FFOS, a nuovi piani per lo sviluppo dell’OS, ma le novità effettive restano poche per diversi mesi. Arriva inoltre la notizia che Geeksphone, brand spagnolo tra i primi ad aver creduto in Firefox OS, annuncia la fine delle attività.

Fino a quando, verso Novembre, sembra prospettarsi un altra svolta come quella che aveva accompagnato l’arrivo della 2.0: le quote di mercato ancora stentano a crescere, cosa che crea non poco imbarazzo all’interno della fondazione, ma Mozilla non sembra intenzionata a retrocedere e anzi, annuncia l’imminente arrivo della versione 2.5 con una marea di novità quali introduzione degli add-ons, che promettono di colmare ogni lacuna del sistema e anzi diventare una killer features come lo son stata a suo tempo sui browser; home nuovamente ridisegnata; funzione pin the web; marketplace rinnovato e nuove app come TomTom; possibilità di installare launcher alternativi e ACL, uno layer di compatibilità che promette di portare le app Android su Firefox, mossa da alcuni auspicata e da altri criticata, ma indubbiamente interessante.

Ad accompagnare tutto ciò, il progetto FooxFooding per aumentare la partecipazione della community e Firefox OS developer Edition, un app per Android che replica in toto l’ambiente Gaia.

La community globale torna a sperare in un Firefox OS nuovo e competitivo, ma proprio quando l’entusiasmo sembra essere tornato quello degli inizi, la doccia fredda: a inizio 2016 Mozilla abbandona lo sviluppo di Firefox OS per smartphone, concentrando le sue attenzioni sull’IoT. Motivo? Quote di mercato al limite dell’insignificante e scarso interesse da parte degli sviluppatori.

La notizia non era inaspettata, poiché già da Dicembre la Fondazione parlava di spostarsi sull’internet delle cose e abbandonare gli OEM, ma finora sembrava che lo sviluppo per mobile sarebbe continuato, mentre a una settimana dall’annuncio, possiamo dirlo con chiarezza: Firefox OS per smartphone è morto.

Mozilla non è riuscita a replicare quanto avvenuto nel mercato browser, dove Firefox ha saputo spodestare il gigante IE e ha dato il via a una vera e propria rivoluzione Open, né è riuscita a imporre l’HTML5 come standard, che era uno degli obbiettivi principali di tutto il progetto. Ora si sposta tutto sull’IoT e, speriamo al più presto, potremo vedere cosa prenderà vita tra i tanti progetti annunciati.

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