Xavier Niel riduce la partecipazione in Telecom Italia


Nel mese di ottobre 2015, Xavier Niel (fondatore di Iliad, gruppo che detiene il controllo dell’operatore Free) era entrato in possesso del 15,1% di TIM, società il cui principale azionista è ormai da diverso tempo Vivendi (altro gruppo francese) con il 24,9% del capitale.

TIM

Negli ultimi giorni la sua quota tramite la Rock Investment è pian piano scesa (come aveva annunciato in una nota stampa il 5 luglio), portandosi prima al 6.95% (era il 14 luglio) e ora sotto il 5%. Il motivo di questo disimpegno dal capitale di Telecom Italia segue l’accordo siglato tra Iliad, Hutchison (proprietaria di 3) e VimpelCom (proprietaria di Wind) per l’acquisto di frequenze e antenne per diventare il quarto operatore di telefonia mobile in Italia.

Un accordo soggetto all’approvazione della Commissaria Antitrust Margrethe Vestager, che a breve (forse molto prima della prevista data dell’8 settembre) dovrebbe pronunciarsi sulla fusione Wind-3 – da cui dipende l’acquisto degli asset che le due società dovranno cedere per avere l’ok a diventare il principale operatore di telefonia mobile del Paese – finalizzata appunto all’ingresso di Iliad, con Free Mobile,  nel mercato italiano delle telecomunicazioni come quarto operatore mobile infrastrutturato.

I giochi sembrano dunque ormai fatti, l’ingresso di Free in Italia e il pronunciamento della Commissaria Antitrust europea sulla fusione Wind-3 appaiono scontati. Non resta che attendere la comunicazione ufficiale.


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Una risposta

  1. Andrea ha detto:

    Da italiano che vive ormai in Francia da diversi anni, posso dirvi che qui dobbiamo ringraziare molto Xavier Niel e Free. Prima del lancio la telefonia mobile aveva costi esorbitanti, dopo il debutto di Free Mobile, in alcuni casi i costi si sono davvero dimezzati. SE in Italia useranno la stessa politica applicata qui, non potrete che averne vantaggio tutti ;)

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