5G e WiFi: tutte le novità del piano UE per l’internet ultraveloce


E’ fatta, il piano 5G per l’Unione Europea è stato finalmente annunciato. A margine del discorso sullo stato dell’Unione, ieri il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker ha annunciato i dettagli sulla nuova tecnologia wireless. Ecco in sintesi cosa prevede (qui la presentazione completa in PDF).

5G UE

Si accelera sul 5G: prevista la copertura totale con questa nuova tecnologia di tutte le aree urbane e di tutte le principali reti di trasporto della UE (autostrade e ferrovie) entro il 2025. Entro il 2020 invece, almeno una grande città di ogni Paese membro dell’UE dovrà essere coperta in 5G. Le prime sperimentazioni sulla nuova tecnologia wireless dovranno partire con test paneuropei dal 2018 e dal 2019 dovranno essere pronti gli standard comuni.

Non solo 5G. Proposta del piano WiFi4Eu, che prevede entro il 2020 la diffusione del WiFi in tutti i principali luoghi pubblici delle città europee entro il 2020. Entro il 2025 invece, dovranno essere create connessioni da almeno 1 Gigabit in luoghi come scuole, università, ospedali, pubbliche amministrazioni, centri di ricerca, centri di trasporto e imprese, come anche la garanzia di accesso a connessioni fino a 100 Mbps per tutte le famiglie (comprese quelle che si trovano in aree rurali).

Copyright. Le nuove regole UE aiuteranno i distributori audiovisivi a trasmettere e rendere disponibili online i film, le serie tv o la musica in tutti i paesi UE in cui sono presenti, grazie a un nuovo sistema più semplice di negoziazione unica e collettiva dei diritti.

Obbligo per le piattaforme di condivisione video (es: Youtube) di abilitare un sistema che identifichi video che rispettano o meno il diritto d’autore (in quest’ultimo caso, dovranno essere rimossi).

Google News. Ce n’è anche per il news aggregator di Google: gli editori si vedono riconosciuti i cosiddetti “diritti ancillari” come quelli che già esistono per produttori cinematografici e musicali, che daranno loro più forza negoziale per ricevere una remunerazione per gli articoli rilanciati o riutilizzati da motori di ricerca o aggregatori di notizie come Google News. Quest’ultima novità è stata già criticata dagli Stati Uniti (o almeno dalla stampa): per il New York Times ad esempio, le nuove regole vengono definite solo protezionismo e non hanno nulla a che fare con la protezione dei consumatori.

Per l’Italia rimane ancora l’incognita sull’implementazione del 5G nei tempi previsti dalla Commissione Europea, visto che per ora il Governo ha dato come tempistica per la liberazione dei 700 Mhz al 2022. Nel frattempo, non resta che sperare che nel nostro Paese prosegua l’ampliamento della copertura 4g/LTE e venga messa a disposizione anche degli operatori non infrastrutturati, come i MVNO (operatori mobili virtuali).


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