PosteMobile e quelle tante SIM che non scadono mai


E’ da mesi che regolarmente riceviamo comunicazioni da parte di clienti PosteMobile sulla mancata disattivazione di SIM dell’operatore mobile virtuale di Poste Italiane (a volte anche solo per conoscere quale sia il periodo di scadenza previsto dalle norme contrattuali), che al 30 giugno 2016 dichiarava 3.619.000 linee attive.

PosteMobile

Ci scusiamo intanto con tutti quei lettori a cui non siamo riusciti a rispondere privatamente proprio su questo tema, ma oggi anche per loro, abbiamo deciso di approfondirlo. Contattando alcuni utenti tra le mail ricevute, abbiamo scoperto che diverse utenze PosteMobile sono rimaste attive nonostante fossero passati oltre due anni dall’ultima ricarica (indistintamente che si trattasse di SIM attive sotto rete Vodafone o delle più recenti su rete Wind).

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Uno dei nostri collaboratori ha effettuato una prova proprio la scorsa estate, confermandoci quanto già segnalato da altri utenti. Un’utenza non ricaricata da ben 26 mesi risultava ancora attiva e a nulla sono serviti i diversi contatti con il Servizio Clienti di PosteMobile per richiederne la cessazione. Tanto che per ottenere quanto richiesto, è servita una comunicazione scritta via PEC (quindi dal valore legale di una raccomandata).

Andando a controllare nel dettaglio le condizioni contrattuali sottoscritte per le SIM PosteMobile, abbiamo scoperto una piccola variazione che spiegherebbe come probabilmente è la norma (o quasi) il fatto che tante linee rimangano attive ben oltre i 12 mesi previsti dall’ultima ricarica. Se per le utenze sotto rete Vodafone (antecedenti al 2014) le condizioni contrattuali firmate dal cliente prevedevano questo…

Scadenza SIM PosteMobile

Condizioni contrattuali utenze PosteMobile al Settembre 2012

In caso di mancata ricarica della Carta SIM e di mancato accesso ai Servizi Mobili Distintivi (ovvero i servizi Semplifica) per 12 mesi consecutivi dall’ultima rcarica effettuata… la carta SIM verrà resa inattiva.

Quindi in linea teorica, dopo 12 mesi le utenze dovrebbero diventare inattive (e in questo caso su segnalazione del cliente l’operatore è obbligato a rispettare quanto riportato dalle norme contrattuali), per le SIM attivate dopo luglio 2014 (le nuove utenze su rete Wind, dove PosteMobile opera come Full MVNO), le condizioni prevedono una piccola modifica, a cui inizialmente si potrebbe fare meno caso…

Scadenza SIM PosteMobile Wind

Condizioni contrattuali utenze PosteMobile da Luglio 2014

In caso di mancata ricarica della Carta SIM e di mancato accesso ai Servizi Mobili Distintivi (ovvero i servizi Semplifica) per 12 mesi consecutivi dall’ultima rcarica effettuata… la carta SIM avrà un accesso limitato ai SMCE (Servizi Mobili tradizionali di Comunicazione Elettronica), potendo soltanto ricevere telefonate, SMS, MMS per ulteriori 30 giorni. Scaduto tale termine in assenza di operazioni di ricarica… la carta SIM potrà essere resa inattiva.

Dunque da luglio 2014, le condizioni contrattuali non vedrebbero più una certezza (quella della cessazione, a cui un cliente può fare riferimento in caso di inadempienza), ma una possibilità: “potrà essere resa inattiva“.

Non è difficile immaginare il motivo per cui un operatore mobile (indistintamente da questo caso specifico), abbia interesse a mantenere attiva una SIM ben oltre i 12 mesi, nonostante non venga più utilizzata. Non a caso, nell’ultima semestrale di Poste, al 30 Giugno 2016, i ricavi da telefonia mobile vedrebbero un calo rispetto allo stesso periodo del 2015, nonostante il numero di SIM dichiarate sia aumentato (3.619.000 vs 3.394.000).

Ricavi PosteMobile Giugno 2016

9 Risposte

  1. sergio ha detto:

    salve,
    il passaggio a wind mi sta danneggiando in quanto in molte zone della mia città e nel luogo di lavoro la ricezione del segnale è molto scarsa; la linea vodafone era decisamente migliore

  2. Antonio ha detto:

    Postemobile lo farà sicuramente con lo scopo di falsare, a suo favore, i numeri delle sim attive e quindi la fetta di mercato che ricopre. Sinceramente, però, devo ammettere che io la trovo una cosa che non mi dispiace e che utilizzo di proposito. In famiglia abbiamo diverse seconde sim delle quali non vogliamo perdere la numerazione e che, dopo essermi accorto della non disattivazione da parte di Postemobile dopo 12 mesi dall’ultima ricarica, ho tutte migrato verso questo operatore. Ora non ho più la necessità di dover ricordare quando queste scadono e di fare una ricarica solo per tenerle attive e non perdere il numero. Può risultare comodo per mille ragioni: sim in sistema di allarme, sim da utilizzare quando si rientra in Italia se si vive all’estero, seconda sim di emergenza, ecc. Ovviamente sul fatto che si cerchi di impedire la disattivazione volontaria della sim da parte dell’utente condivido pienamente con voi il disappunto.

    • Renzo ha detto:

      Sono d’accordo con te, e il “tu” non è maleducazione o faciloneria. La cosa “spiacevole” come spiegavo prima è il fatto che ti senti tacciato di “partigianeria” o similia se fai osservazione contraria sul (a questo punto presunto e sedicente) primo MVNO d’Italia, magari se ci vogliono 30 giorni per attivare una sim in mnp da web, oppure se da un paio di anni non è diventato COMPLETAMENTE Full MVNO continuando a dar adito alle voci di vendita e/o cessione, oppure ancora se muovi dubbi su di esso, nati dalla tua semplice e banale osservazione personale e/o dalla tua decennale attività sui maggiori forum italiani di telefonia mobile.
      Correggetemi se sbaglio o esagero, ma a questo punto, come si dice dalle mie parti, o “bene bene” o “male male”: o PosteMobile riesce a rialzarsi o finirà, pur avendo avuto opzioni e intuizioni interessanti.
      Secondo me alcuni MNO si sono tacciati di altrettanto e/o di peggio, senza che “di dovere” sia intervenuto, ma questo comportamento di PosteMobile può configurarsi come turbativo di mercato. A meno che non ci sia un graaaaaande cartello anche tra i MVNO e che quindi fosse/sia il segreto di Pulcinella. :-p

      • Redazione ha detto:

        Ciao Renzo,
        dubitiamo seriamente che i nostri MVNO facciano “cartello” (o ne abbiano minimamente la possibilità). L’unica cosa che hanno tutti in comune, quella di dipendere dai MNO (operatori di rete), da cui devono necessariamente strappare accordi commerciali e prezzi per le tariffe di chiamate, SMS e dati che poi propongono alla loro clientela finale.

        Semmai ci auguriamo che un giorno possano invece fare “cartello” nel protestare tutti insieme contro operatori di rete che si guardano bene dal proporre loro prezzi “al costo” (quello che realmente costerebbe ad un operatore di rete una chiamata o del traffico SMS o dati, l’unico modo che permetterebbe ad un MVNO di proporre tariffe competitive e risparmio concreto per il consumatore).

        • Renzo ha detto:

          Buongiorno Redazione!
          Sono d’accordo con Voi, infatti non ho mai detto una cosa del genere né l’ho minimamente voluta sottintendere.
          Ho semplicemente affermato che PosteMobile non può essere considerato il primo MVNO d’Italia a causa delle sue sim che non scadono e che si rifiuta di cessare, come spiegato anche da altri lettori e da Voi. Inoltre, ho detto che, a mio giudizio, è un comportamento quanto meno anomalo: un conto è porsi ai clienti dicendo di essere il primo gestore virtuale d’Italia per numero di clienti, e un conto è non esserlo. Capirete quindi, che è ben diverso dall’affermare che PosteMobile e/o gli MVNO facciano cartello, perché concordo con Voi nel dire che non avrebbero le possibilità e risulterebbe una guerra fra poveri.

          Anch’io mi auguro una unione fra di loro, ma per protestare appunto, sia verso gli MNO sia verso chi dovrebbe controllare e garantire e non lo fa o non riesce a farlo incisivamente.
          Anzi, mi auguro che, prima ancora dei gestori, siamo noi clienti ad unirci.

  3. Fabio ha detto:

    Dispiace che l’operatore MVNO di riferimento in Italia e quello che oggettivamente ha gli strumenti migliori per diffondere il suo prodotto usi queste strategie commerciali poco limpide.
    Gli MVNO anzichè distinguersi da quelli tradizionali si comportano come gli altri per ottenere vantaggi o guadagni ( e sulla trasparenza avrebbero ben tante ragioni su cui essere migliori).

  4. Renzo ha detto:

    Un operatore che mostra diverse problematiche e difficoltà. Vista e considerata la serietà di MVNO News, ora, finalmente!, possiamo dire che PosteMobile non è il primo gestore virtuale d’Italia. Secondo me, anzi, ci sarebbero gli estremi per una segnalazione all’AGCOM: in qualche modo risulta diffusione di informazioni volte a truccare il mercato, no?

  5. Francy ha detto:

    Io ho quasi mandato a quel paese due operatori (un uomo e una donna) che insistevano nel dire che non era possibile cessare le utenze e che non era vero che scadono dopo 12 mesi!

    Avevo una sim di oltre 2 anni (quindi ancora con le vecchie condizioni contrattuali) e non vedeva una ricarica da altrettanto tempo. Non potete immaginare che voglia avevo in quel momento di andare nel loro call center e spiaccicargli in faccia la stampa delle condizioni di utilizzo sim. Per dirla alla Sgarbi, delle capre, capre capre!

  6. Andrea ha detto:

    Sono assurdi! Avevo una SIM nel cassetto pensando che dopo quasi tre anni fosse ormai bella che andata e invece… era ancora attiva! Non ne hanno voluto sapere di cessarla e allora l’ho trasferita ad altro operatore, così il loro bel numerino l’hanno perso lo stesso!

    Con questo giochino come minimo quei 3.6 milioni nella realtà saranno la metà (il resto tutte sim finite nell’immondizia o abbandonate nel nulla).

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