Legge sulla concorrenza 2017: tutte le novità in ambito telecomunicazioni


Entrerà in vigore questo 29 agosto 2017 la nuova legge sulla concorrenza – appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (n. 189 del 14 agosto) – e che va ad aggiornare quella del 2007 (la Bersani), con tante novità in diversi settori, compreso quello delle telecomunicazioni.

E proprio in questo ambito (tutti i dettagli sono nel comma 41 della legge) abbiamo sintetizzato quello che cambierà tra poche settimane.

Partiamo dal recesso: potrà essere comunicato ad un operatore telefonico (non solo telefonia fissa e mobile, ma la novità riguarda anche pay tv e “servizi di comunicazioni elettroniche”) anche per via telematica.

Le modalità utilizzabili dal soggetto contraente che intenda recedere da un contratto stipulato con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, nonché in caso di cambio di gestore, devono essere semplici e di immediata attivazione e devono seguire le medesime forme utilizzabili al momento dell’attivazione o dell’adesione al contratto. In ogni caso, gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche devono consentire la possibilità per consumatori e utenti di comunicare il recesso o il cambio di gestore con modalità telematiche.

Non solo, i costi delle penali abbinate a offerte o promozioni potranno continuare ad essere applicate in caso di recesso anticipato, ma il cliente dovrà esserne ben informato e il vincolo non potrà mai superare i 24 mesi di durata.

Il contratto stipulato con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, ove comprenda offerte promozionali aventi ad oggetto la fornitura sia di servizi che di beni, non può avere durata superiore a ventiquattro mesi.

I costi completi di una offerta o tariffa dovranno essere resi noti al consumatore non solo nel momento della sottoscrizione del contratto ma anche quando l’offerta viene pubblicizzata (con l’obbligo di comunicare tutti i costi da parte dell’operatore all’AGCOM).

In ogni caso, le spese relative al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore sono commisurate al valore del contratto e ai costi reali sopportati dall’azienda, ovvero ai costi sostenuti per dismettere la linea telefonica o trasferire il servizio, e comunque rese note al consumatore al momento della pubblicizzazione dell’offerta e in fase di sottoscrizione del contratto, nonché comunicate, in via generale, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, esplicitando analiticamente la composizione di ciascuna voce e la rispettiva giustificazione economica.

Sul fronte dei servizi, si punta a facilitare la migrazione/portabilità del numero tra diversi operatori e a facilitare l’utilizzo del credito telefonico per acquistare biglietti per musei, eventi e donazioni (su cui servirà però un decreto attuativo ad hoc).

Al fine di semplificare le procedure di migrazione tra operatori di telefonia mobile e le procedure per l’integrazione di SIM card aggiuntive o per la sostituzione di SIM card richieste da utenti già clienti di un operatore, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono previste misure per l’identificazione in via indiretta del cliente, anche utilizzando il sistema pubblico dell’identità digitale previsto dall’articolo 64 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, in modo da consentire che la richiesta di migrazione e di integrazione di SIM card e tutte le operazioni ad essa connesse possano essere svolte per via telematica. Dall’attuazione delle disposizioni previste dal presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Al fine di promuovere la massima diffusione dei pagamenti digitali ed elettronici, ivi inclusi i micropagamenti con credito telefonico, dando nuovo impulso allo sviluppo e alla fruizione dei servizi culturali e turistici, per l’acquisto di biglietti per l’accesso a istituti e luoghi di cultura o per manifestazioni culturali, di spettacolo e intrattenimento, in deroga alle normative di settore, possono essere applicate le stesse modalità previste dall’articolo 8, comma 3, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.

Sanzioni: vengono raddoppiate, passando da 580.000 euro a 1.16 milioni di euro, per gli operatori che non rispetteranno le varie questioni regolate dal codice delle comunicazioni elettroniche e sue successive modifiche.

Per i servizi telefonici a pagamento, l’importo potrà essere scalato al consumatore solo dopo che un operatore avrà risposto. L’eventuale attesa (con le tanto odiate basi musicali che l’accompagnano) non dovrà generare nessun addebito e dovrà essere gratuita.

Per i servizi a pagamento forniti tramite telefonate verso numerazioni non geografiche la tariffazione della chiamata ha inizio solo dalla risposta dell’operatore.

I servizi a pagamento, spesso attivati in maniera subdola, ora devono avere il chiaro consenso (documentabile) dell’utente, senza il quale non potrà essere addebitato alcun costo.

È fatto obbligo ai soggetti gestori dei servizi di telefonia e di comunicazioni elettroniche, ai fini dell’eventuale addebito al cliente del costo di servizi in abbonamento offerti da terzi, di acquisire la prova del previo consenso espresso del medesimo. In ogni caso, è fatto divieto agli operatori di telefonia e di comunicazioni elettroniche di prevedere la possibilità per il consumatore o per l’utente di ricevere servizi in abbonamento da parte dello stesso operatore, o di terzi, senza il previo consenso espresso e documentato all’attivazione di tale tipologia di servizi

Dal 29 agosto queste saranno le principali novità che entreranno in vigore, su cui solo il tempo ci saprà dire se saranno di reale aiuto o meno nei confronti del consumatore.


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5 Risposte

  1. Mario ha detto:

    Quelle multe fanno ridere ad operatori che su queste cose possono incamerare centinaia di milioni, stiamo parlando di aziende che arrivano ad avere ricavi di miliardi, spesso le mettono a budget le multe pur di raggiungere i loro risultati. Finche’ le multe non copriranno il maltolto ed anche piu’ continueranno a fare i loro comodi. Il vincolo massimo a 24 mesi, lo vedo come un regalo a gli operatori esitenti contro il nuovo che arriva, non si potra’ fare piu’ offerte stracciate vincolate, perche’ il margine di recupero del non incassato nel periodo promozioanle non e’ piu tanto lungo. Pratica tanto cara all’operatore francese in arrivo

  2. Renzo ha detto:

    Beh, il raddoppio delle sanzioni non è una cattiva notizia. Speriamo abbiano gli strumenti e la forza per applicarle!

  3. Marco Antonio Iannozzi ha detto:

    Cosa succede a chi ha un vecchio contratto con vincolo promozionale di 36 mesi? Può ora disdire alla scadenza dei 24 mesi previsti dal nuovo ddl?

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