I progetti nell’IoT con le SIM di Acotel Net. L’intervista a Davide Carnevale


Intervista esclusiva | In futuro saranno sempre di più e sempre più utilizzati gli “oggetti interconnessi” o, per chi preferisce, l’Internet delle Cose (IoT – Internet of Things), ovvero tutte quelle soluzioni e servizi che permetteranno di monitorare i consumi, gestire ogni aspetto della propria casa da smartphone (domotica) e non solo.

Proprio ieri abbiamo scritto di come Acotel Net, la business unit di Acotel Group dedicata ai servizi evoluti di monitoraggio dei consumi energetici, domotica e smart metering, avesse ottenuto una licenza da Full MVNO, che verrà sfruttata proprio per offrire (come sta già facendo con successo) queste tipologie di servizi sia per privati che per aziende.

Ne abbiamo parlato con Davide Carnevale, direttore marketing del gruppo Acotel, in questa intervista esclusiva in cui ci siamo fatti raccontare come verrà utilizzata la licenza come operatore mobile virtuale nei servizi di smart metering e i futuri progetti in fase di realizzazione.

Davide Carnevale

Davide Carnevale Direttore Marketing Acotel Group

Buongiorno Davide, intanto grazie per il tempo che ci stai dedicando. Partiamo subito dalla licenza che avete ottenuto lo scorso aprile per operare, nuovamente, come Full MVNO… siete già operativi?

Sì, abbiamo chiesto e ottenuto la licenza per operare come Full MVNO, anche se ad oggi un accordo ufficiale con uno degli operatori di rete non lo abbiamo ancora raggiunto. Contiamo di chiuderne uno a breve e non è detto che sarà TIM, con cui siamo comunque rimasti in contatto dopo la vendita di Noverca.

State utilizzando SIM di altro gestore al momento sui vostri prodotti?

In attesa di avere nostre SIM stiamo di fatto utilizzando ancora quelle che erano SIM Nòverca su tutti i nostri prodotti, successivamente gestiremo poi tutto con le nuove SIM Acotel.

Quali saranno i prossimi passi dopo la richiesta della licenza da Full MVNO?

Il prossimo passo sarà appunto quello di chiudere un accordo di accesso con un operatore di rete, che è l’ultimo step che ci manca, dopodiché saremo totalmente operativi. Contiamo di partire al più tardi entro il primo semestre 2018 con le nostre SIM Acotel nei vari prodotti che verranno pian piano commercializzati (o magari già dal primo trimestre del prossimo anno, dipenderà tutto dalla velocità con cui andrà in porto l’accordo con TIM o Vodafone o Wind Tre).

Quindi tutti i prodotti che presenterete prossimamente potranno contare sulle nuove SIM proprietarie?

Esatto… appena pronti i prodotti attuali manterranno al loro interno la SIM Noverca (fino alla fine del loro ciclo vitale…), i nuovi avranno integrate le nostre SIM Acotel.

Come è nata l’idea di tornare a fare il Full MVNO e con quali obiettivi?

La nostra idea era sin da subito – dai tempi della richiesta di licenza per il lancio di Noverca – di fornire servizi per l’IoT (Internet of Things, l’internet delle “cose” o meglio degli oggetti interconnessi), ma erano servizi abbastanza avanzati per il periodo e decidemmo quindi di fare anche telefonia classica (voce, SMS, dati), mentre nel frattempo stavamo comunque sviluppando diversi dispositivi.

Quando poi ci siamo trovati a dover cedere Noverca, ovviamente volevamo continuare a fare servizi IoT e ci siamo dunque dotati di una seconda licenza. Acotel ha sempre creduto nel mondo IoT e nelle interviste io stesso ho sempre ribadito che in futuro saranno gli oggetti dentro casa ad essere dotati di una SIM e non solo essere interconnessi via Wi-Fi.

A chi vi rivolgete con questi nuovi servizi?

Siamo partiti con diverse utility italiane… abbiamo iniziato con ENI, poi sono arrivate IREN, Vivigas, Bluenergy, Enercom e l’ultima in ordine di tempo Sorgenia. Tutte quante le utility si stanno attivando per lanciare servizi evoluti nel mondo dell’energia attraverso strumenti di smart metering.

Acotel Smart Meter Sorgenia

Smart MEM Acotel per Sorgenia

Acotel è stata un po’ la pioniera su questo, perché ha sviluppato il suo hardware con una propria piattaforma software e la connettività tlc inclusa all’interno (con SIM di proprietà). Questo vale naturalmente sia per il mercato residenziale che per quello business (con strumentazioni molto più complesse).

Un esempio di servizi per le aziende e grandi gruppi?

Tra gli esempi che posso fare, c’è il gruppo Poste, che è stato il nostro primo cliente e che con il nostro sistema è riuscito a risparmiare il 10% sui consumi, abbattendo gli sprechi. Parliamo di oltre 8.000 uffici… un bel risparmio.

Le SIM che immetterete sul mercato per tutti i vostri prodotti interconnessi, saranno sempre M2M abilitate al solo traffico dati GPRS oppure prevedete una abilitazione futura anche a reti come il 3G/4G o il 5G?

In questo momento gestiremo tutto tramite rete GPRS, ma sicuramente nell’accordo che andremo a stipulare a breve metteremo come condizione l’accesso anche a reti e tecnologie in fase di sviluppo.

A noi interessa molto il mondo del NarrowBand IoT (NB-IoT), attualmente in sperimentazione anche da parte dei nostri principali gestori (ad esempio Vodafone ha lanciato quest’anno le prime reti NB-IoT in Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna, a cui seguiranno entro il 2020 tutti gli altri Paesi dove è presente).

Noi siamo stati anche invitati lo scorso settembre a partecipare alle sperimentazioni, che stanno facendo TIM e Vodafone a Torino e Milano, con i nostri dispositivi. Si tratta di una tecnologia che abbatterò molti limiti attuali.


Cos’è il NB-IoT. In pratica una evoluzione dello standard LTE (LTE Release 13), con una serie di caratteristiche importanti. Le trasmissioni con questo standard sono ad esempio in grado di superare una serie di ostacoli fisici e di raggiungere apparecchiature in zone fino ad ora non coperte (basti pensare ai contatori dell’elettricità, spesso localizzati in piani interrati di un condominio o circondati da strutture che bloccano il segnale radio o a SIM all’interno di un elettrodomestico…). Inoltre il consumo di energia con questa tecnologia è estremamente ridotto e le batterie che alimentano i dispositivi possono durare anche 15 anni. Tutte caratteristiche che lo rendono lo standard perfetto per applicazioni IoT per il monitoraggio dei consumi,  per collegare device di ogni genere della casa e molto altro ancora.


La piattaforma che state utilizzando per la gestione delle SIM Acotel è la stessa che avevate sviluppato per Noverca o fate affidamento anche a fornitori esterni?

Sì, è la stessa piattaforma, anche se più semplificata, perché ora non abbiamo più tante funzioni connesse ai servizi voce, SMS etc etc che avevamo ai tempi con Noverca. E tutto sviluppato internamente.

Quindi possiamo dare per certo che, a parte puntare sul business dei servizi evoluti come state facendo ora, non vedremo un vostro ritorno anche nella telefonia mobile più classica… 

Mai più… è stato uno degli errori più grandi. Ora sarà interessante anche scoprire come cambierà il mercato mobile italiano con l’arrivo di Iliad. Penso che le previsioni fatte in questi giorni da Fitch Ratings (secondo cui Iliad lancerà una offerta competitiva che potrebbe attrarre molti clienti dagli altri operatori), siano pienamente credibili. Se poi proporranno anche modelli di smartphone molto richiesti (come i nuovi iPhone) a prezzi stracciati o compresi nei loro pacchetti, avranno buone possibilità di fare molto bene.

Puoi anticiparci qualcosa su progetti futuri o di imminente realizzazione ?

Di sicuro c’è che entreremo nelle case con prodotti e servizi per il monitoraggio e l’automazione a partire dal prossimo anno. Parliamo di un device, una centralina, per il controllo della casa con tutti i sensori sparsi nei vari ambienti con cui il cliente potrà gestire un po’ tutto, accendere/spegnere riscaldamento, climatizzazione, gestione e controllo consumi, grandi elettrodomestici etc etc, in pura domotica.

Ringraziamo Davide Carnevale per la disponibilità e il tempo che ci ha dedicato. Quello dell’Internet of Things è un mercato in piena evoluzione e lo sarà sicuramente anche nel nostro Paese nei prossimi anni, con Acotel che sembra intenzionata a ritagliarsi un importante spazio sia nei servizi per i clienti privati che per la clientela business.

Il potenziale c’è tutto e non dovrebbe stupire se in futuro vedremo tante nuove realtà, MVNO compresi, buttarsi in questo settore.


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