AGCOM ordina a Digitel Italia, Telecom Italia e CloudItalia di ripristinare I’erogazione del servizio agli utenti


A distanza di cinque giorni dall’inizio del blocco delle linee da parte di Telecom Italia, che ha lasciato isolati tutti i clienti  della società Digitel Italia, (di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi) è arrivato l’intervento dell’AGCOM che, in una comunicazione pubblicata poche ore fa, ha di fatto ordinato a tutte le società coinvolte (la stessa Digitel Italia, così come Telecom Italia e Clouditalia Telecomunicazioni) di:

porre in essere, congiuntamente, ogni attività necessaria a ripristinare I’erogazione del servizio nei confronti degli utenti di Digitel e degli utenti portati, al fine di evitare comportamenti lesivi dei diritti di tali utenti, applicando la seguente procedura:

a. Digitel acconsente alla configurazione di tutti gli archi di numerazione dalla stessa utilizzati(numeri nativi), fatti salvi quelli la cui prima cifra del DN inizia per 0 ed 1, sulla rete di Telecom Italia e fomisce le informazioni necessarie ad instradare le chiamate verso i numeri portati; in tal modo Telecom Italia subentra a Digitel nel ruolo di donor per questi numeri ed instrada le chiamate ricevute verso le reti degli operatoi recipient;

b. Digitel acconsente alla configurazione degli archi di numerazione dalla stessa uilizzati (numeri nativi) la cui prima cifra del DN inizia per 0 ed 1, sulla rete di Clouditalia, per la decade 1, e di altro operatore che verrà individuato dall’Autorità, per la decade 0, e fornisce senza indugio a questi ultimi operatori le informazioni necessarie ad instradare le chiamate verso i numeri portati; in tal modo tali operatori subentrano, per tali numeri, a Digitel nel ruolo di donor ed instradano le chiamate ricevute verso le reti degli operatori recipient;

c. Ai fini di cui ai commi precedenti I’operatore che subentra in qualità di donor per uno specifico decamigliaio riceve da Digitel, senza indugio entro un giorno lavorativo dalla notifica del presente atto, copia del suo database di rete intelligente dei Numeri Portati’.

Inoltre,  Digitel Italia dovrà fornire immediatamente ai propri clienti, nei modi più appropriati e con congruo anticipo, “un’adeguata informazione sulle modalità con le quali gli stessi possono migrare verso altro operatore. Digitel dovrà, altresì, pubblicare sul proprio sito un’informazione dettagliata in merito alle tempistiche di risoluzione dei disservizi riportando quanto contenuto o rinviando al presente provvedimento”.

Gli operatori avranno massimo 5 giorni da oggi per adeguarsi a quanto ordinato dall’AGCOM e dovranno comunicare entro domani tali informazioni ai propri clienti.

A Digitel Italia viene inoltre ordinato di:

a) generare, entro massimo 5 giorni dalla notifica del presente provvedimento e laddove ciò non sia già stato fatto, i CODICI DI MIGRAZIONE dei propri clienti sulla base delle regole tecniche vigenti ed inviare tali codici, con ogni consentita sollecitudine, agli stessi, con le modalità di cui alla lettera c). A tal fine Digitel utilizza, per i CODICI DI MIGRAZIONE ancora da generare, un codice COW univoco (non randomico) comunicato, secondo la modalità più opportuna, agli altri operatori autorizzati;

b) di comunicare ai propri clienti, secondo le modalità di cui alla lettera c), insieme al CODICE DI MIGRAZIONE i numeri telefonici associati alle linee;

c) di informare senza indugio, entro il giorno successivo alla notifica del presente provvedimento, tutti i clienti attestati su linee di accesso di Telecom Italia della sospensione del servizio offerto su tali linee e sulle modalità con le quali possono migrare verso altro operatore. Detta comunicazione è fatta mediante avviso sul sito web dell’operatore, nonché mediante invio di un’apposita comunicazione a mezzo email, o pec, o sms o posta ordinaria, a tutti gli utenti (clienti finali e reseller) interessati.

L’AGCOM ordina inoltre a Telecom Italia e agli operatori autorizzati alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica su rete fissa di:

predisporre i propri sistemi al fine di, una volta riconosciuti i clienti di Digitel per il tramite del codice COW di Digitel, in via eccezionale anche per il tramite della richiesta di migrazione per loro conto dei loro legittimi resellers, avviare direttamente la FASE III della procedura di migrazione di cui alla circolare dell’Autorità del 9 aprile 2008, come successivamente modificata ed integrata, utilizzando il CODICE DI SESSIONE fittizio generato da Telecom Italia e comunicato tramite il proprio portale wholesale. Analoga procedura semplificata potrà essere utilizzata in caso di portabilità del numero “pura”.

Questo l’intervento dell’AGCOM che siamo riusciti a comunicarvi quanto prima dalla pubblicazione sul sito avvenuta poche ore fa. Ci scusiamo per eventuali errori presenti all’interno del testo, ma i file pubblicati dalla nostra Autorità per le comunicazioni ne erano pieni e abbiamo cercato di correggerne il maggior numero possibile prima di andare online.

A seguire, gli avvenimenti che hanno portato alla situazione attuale, così come riportati dal comunicato AGCOM

In data 17 febbraio 2017 Digitel Italia S.p.A. registrava la chiusura da parte TIM S.p.A., per l’effetto di una precedente diffida ad adempiere a pagamenti di fatture pregresse per servizi wholesale resi, del provisioning necessario all’attivazione e migrazioni di nuove linee da parte di Digitel e/o dei propri reseller, con blocco della propria operatività. In ragione di ciò Digitel ha presentato istanza, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (“l’Autorità”), di un provvedimento d’urgenza nell’ambito di un procedimento controversiale.

Con la delibera n. 32/17/CIR l’Autorità, in relazione alla citata controversia avviata, il 9 marzo 2017, tra Digitel Italia S.p.A. (“Digitel”) e TIM S.p.A. (“Telecom Italia” o “Telecom”), nelle more di poter analizzare compiutamente le questioni di merito sottostanti alla lite, ha adottato una misura cautelare a tutela dei clienti di Digitel (sia al dettaglio che resellers) i quali, sebbene estranei ai fatti e non informati sulle vicende contrattuali in corso già da tempo, a seguito della ulteriore diffida di Telecom (diffida del 6 febbraio 2017 all’immediato pagamento di quanto fatturato, pena il distacco dei collegamenti in caso di mancato adempimento entro 30 giorni) e
del conseguente distacco dei servizi wholesale, sarebbero incorsi, inconsapevolmente, in disservizi.

Per l’effetto di quanto sopra, strettamente a tutela dei clienti di Digitel, l’Autorità, all’articolo 1 della citata delibera ha previsto che, a fronte di un pagamento a parziale compensazione dei servizi riattivati, cosiddetto “credito sorgente” (per un totale di 1,5 milioni di Euro nei termini indicati in delibera), Telecom avrebbe proceduto a riabilitare Digitel all’espletamento di tutte le attività connesse al provisioning dei servizi all’ingrosso tramite il portale wholesale, per un periodo di 3 mesi dalla notifica del dispositivo (notificato alle Parti ad aprile 2017). Restano ferme, ai sensi del provvedimento, le precedenti obbligazioni economiche di Digitel nei confronti di Telecom per i pregressi servizi resi e non ancora pagati.

L’Autorità ha, poi, definito il merito della vicenda. Nella seduta del 1° agosto 2017 l’Autorità, infatti, ha adottato la delibera n. 107/17/CIR, il cui dispositivo è stato notificato a Digitel e Telecom Italia in data 7 agosto 2017. Le motivazioni sono state notificate alle Parti in data 11 ottobre 2017.

È opportuno ricordare che l’Autorità, come di prassi nel ricevere le comunicazioni dalle società relativamente alle situazioni di criticità di cui alle diffide citate e ancor prima dell’adozione delle succitate delibere, nell’ambito delle attività a tutela dei consumatori inviava a Digitel e a Telecom le comunicazioni del 17 novembre 2016 e del 9 febbraio 2017, in cui veniva richiesto di informare i clienti della situazione di criticità contrattuale e di possibile interruzione dei servizi, in modo che gli stessi potevano per tempo passare ad altro operatore.

Con nota dell’8 settembre 2017 Telecom informava l’Autorità sulla perdurante esposizione debitoria di Digitel nei propri confronti. In particolare informava che, al 31 luglio 2017, risultavano insolute fatture per un ingente importo complessivo, anche al netto degli importi reclamati in lavorazione, di quanto riconosciuto dall’Autorità nella delibera n. 107/17/CIR e delle pretese penali da parte di Digitel. Telecom comunicava altresì che, in caso di inadempimento nei trenta giorni successivi al ricevimento della diffida ad adempiere inviata a Digitel il 31 agosto, i contratti in essere sarebbero stati risolti ai sensi dell’art. 1454 Cod. Civ. Telecom intimava a Digitel, inoltre, a provvedere, in caso di mancato adempimento alla diffida, a comunicare ai propri clienti l’avvenuta cessazione del rapporto contrattuale.

Di qui una serie di scambi di comunicazioni tra le Parti sulle rispettive ragioni nella lite contrattuale e la comunicazione di una proposta, a “saldo e stralcio”, da parte Digitel per la cessazione della materia contendere, tuttavia non accettata da Telecom.

L’Autorità, nonostante avesse completato il procedimento controversiale di cui sopra, nel tentativo di addivenire ad una soluzione transattiva della vicenda contrattuale, ha tenuto due riunioni con le Parti in causa il 10 e l’11 ottobre, presso la propria sede, registrando tuttavia la insanabile distanza tra le Parti su una ulteriore proposta transattiva di Digitel.

In data 13 ottobre 2017, Digitel ha chiesto al Giudice del Tribunale Ordinario di Roma, Sezione X Civile l’emissione di un provvedimento d’urgenza ante causam, ex art. 700 c.p.c. Con Ordinanza R.G. n. 66570/2017 del 13 ottobre 2017, il predetto Giudice ha ordinato a Telecom di non interrompere la prestazione dei servizi oggetto di rapporti contrattuali tra le Parti e di non procedere al distacco dei circuiti operativi.

Successivamente, il Giudice, in data 31 ottobre 2017, sciogliendo la riserva, ha revocato “il proprio provvedimento emesso in data 13.10.2017, con cui è stato ordinato a Telecom Italia S.p.A. di non interrompere la prestazione dei servizi oggetto dei rapporti contrattuali tra le parti e di non procedere al distacco dei circuiti operativi, e rigetta il ricorso proposto da Digitel Italia S.p.A. nei confronti di Telecom Italia S.p.A.”.

Il Giudice, in tale provvedimento, rileva che Telecom, che aveva inviato la diffida ad adempiere del 2.2.2017, ha ottemperato alla decisione cautelare dell’Autorità e ha tempestivamente riaperto il portale ha provveduto ad inviare la diffida ad adempiere, escludendo tuttavia dal computo le somme oggetto della pronuncia dell’Autorità e oggetto di discussione tra le parti. Secondo lo stesso Giudice La lettura unitaria, nella necessaria ottica di insieme, dell’evoluzione dei rapporti contrattuali impone pertanto di escludere, pur sempre a livello di cognizione sommaria, la condotta contraria a correttezza e buona fede in capo a Telecom, osservandosi, quanto al dedotto abuso di posizione economica ex art. 9 L. n. 192/1998, la genericità delle deduzioni di parte ricorrente, non ancorate, neppure a livello di esposizione, a specifici e puntuali elementi concreti e a condizioni e clausole potenzialmente indicative di squilibrio di diritti e obblighi (né appare configurabile la difficoltà di reperimento di altri fornitori, presenti sul mercato).

 Conclude, il Giudice, che tenuto conto che non può venire in rilievo la circostanza che “Telecom non ha, al contrario, dimostrato alcuna volontà conciliativa o transattiva per il salvataggio della società”, come dedotto alla pag. 2 del ricorso, non rientrando (evidentemente) una tale finalità nell’ambito dei comportamenti di correttezza e buona fede che possono esigersi dai contraenti, va esclusa, a livello di fumus, la lamentata illegittimità della diffida ad adempiere del 31.8.2017.

In data 10 novembre 2017, Digitel ha comunicato all’Autorità l’avvenuta chiusura del Portale eseguito da Telecom Italia in data 6 novembre 2017.

Da ultimo, in data 17 ottobre 2017, Digitel ha presentato il ricorso alla procedura di concordato preventivo al Tribunale di Firenze.

A seguito della disattivazione delle linee di Digitel, avvenuta in data 10 novembre 2017, l’Autorità ha ricevuto numerose segnalazioni da parte dei resellers di Digitel, che hanno denunciato l’interruzione della fornitura dei servizi ULL, WLR, NGAN, xDSL e VOIP ed il conseguente completo disservizio patito dai loro clienti retail, residenziali e business, a partire dal 10 novembre 2017, chiedendo all’Autorità di mettere in atto tutte le procedure tali da garantire il ripristino dei servizi interrotti.

L’Autorità si è immediatamente attivata per l’adozione di una misura d’urgenza, a tutela dei clienti di Digitel, alla stregua delle delibere n. 169/13/CONS e 95/14/CONS in cui sono stati risolti casi analoghi. Con tale misura si intende consentire ai clienti con numeri nativi Digitel, già migrati, di ripristinare il servizio telefonico e ai clienti, ancora attestati su linee di accesso Digitel o con numerazione di Digitel, di migrare ed effettuare la portabilità del numero verso altri operatori. Un provvedimento d’urgenza dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è stato adottato in data odierna e sarà notificato a tutti gli attori coinvolti oltre che pubblicato sul sito Agcom.

Questi tutti i fatti nel dettaglio. Non mancheremo di seguire la vicenda e cercheremo di capire se e come in tutto questo saranno coinvolti anche gli utenti del servizio di telefonia mobile SimPiù, brand di proprietà della stessa Digitel Italia.


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