Ringo Mobile: ad oltre un anno dalla chiusura, utente ottiene indennizzo su intervento AGCOM


L’AGCOM ha pubblicato oggi sul proprio sito web ufficiale la delibera n. 167/20/CIR del 16 aprile 2020, riguardante la definizione della controversia tra un utente e Ringo Mobile, l’operatore mobile virtuale chiuso per fallimento a fine 2018.

L’intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni arriva sostanzialmente ad oltre un anno di distanza dai fatti: l’utente (Lampis) era infatti titolare di una SIM Ringo Mobile e ne aveva lamentato la disattivazione senza preavviso il 7 gennaio 2019.

Ringo Mobile 2020

Come riportato su queste pagine, Ringo Mobile aveva inviato sulle utenze dei propri clienti un SMS di avviso nello stesso mese: “Dal 31.12.2018 i servizi mobili Ringo Mobile potrebbero essere non più erogati, la invitiamo ad effettuare il passaggio ad altro Operatore entro tale data”.

Tra l’altro in quel periodo erano diversi gli utenti che avevano lamentato di non aver mai ricevuto questa comunicazione via SMS. Nei fatti, ad inizio gennaio le SIM Ringo Mobile vennero tutte cessate.

Stando ai fatti riportati nella delibera, a partire dal 7 gennaio l’utente lamentava anche l’impossibilità di accedere ai canali di assistenza del gestore, chiusi a fine anno, così come di non aver ricevuto alcun riscontro via PEC.

L’istante ha dunque tentato più volte di effettuare la portabilità del numero e il trasferimento del credito residuo presente sulla vecchia SIM verso altri operatori, dapprima verso Fastweb e in seguito verso WIND, completandola solo in data 15 marzo 2019 in seguito all’attivazione della procedura conciliativa e alla richiesta di adozione di un provvedimento temporaneo.

Infine, con riferimento all’espletamento della procedura di portabilità, l’utente ha lamentato di aver sostenuto ulteriori costi per l’acquisto della nuova SIM di WIND, evidenziando altresì che detto operatore ha comunicato di aver riacquisito la numerazione solo in seguito a due provvedimenti temporanei emessi dal CORECOM competente.

L’utente aveva richiesto ad AGCOM un indennizzo per il ritardo nella portabilità e per la cessazione del servizio, oltre al trasferimento del credito residuo presente nella vecchia SIM Ringo Mobile.

La società, Ringo Mobile Srl, ormai inesistente, non si è fatta viva nelle udienze di conciliazione e di definizione della controversia, né ha prodotto memorie.

All’utente è stato riconosciuto un indennizzo di 502,50 euro per la cessazione del servizio di telefonia mobile e 20,03 euro a titolo di rimborso del credito residuo presente sulla SIM alla data di disattivazione.

Fin qui una buona notizia per l’ex cliente Ringo Mobile, se non fosse per la lunga attesa prima di conoscere l’intervento dell’Autorità e, soprattutto, sulla grande incognita riguardante l’indennizzo.

Ringo Mobile Srl è una società ormai chiusa per fallimento, ex proprietà della holding lussemburghese ICS Group Sàrl, inizialmente fondata dall’investitore egiziano Ramy Berbesh. Riuscirà l’utente Lampis a vedere sul proprio conto quanto dovuto?

Per chi volesse rileggere la storia di questo operatore mobile virtuale, qui trovate il nostro approfondimento.


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3 Risposte

  1. SARO ha detto:

    Quindi niente più Ringo Boys tra i piedi?
    Che sciagura perché tutti i Ringo Boys sono estinti prima ancora che arrivasse il famoso COVID-19.

    • ROSARIO ha detto:

      Non saprei con certezza assoluta però però suppongo ci fossero pure delle “femminucce” tra le utenti della ex Ringo Mobile e peccato che anche quelle hanno dovuto cambiare oppure proprio quelle schede per telefonia mobile sono scadute conservate con molta cura nei cassetti del comò.

  2. Sandro ha detto:

    Ormai la compagnia è fallita da più di un anno e non credo che troveranno chi gli darà le 502 euro. Specialmente se faceva capo a una compagnia estera, la vedo anche io dura come sottolineato nell’articolo, poi il sig. Lampis dovrebbe fare un istanza civile e comunque si devono anticipare soldi per gli avvocati, per una cosa dal risvolto incerto.

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