Approfondimento su VoLTE e MVNO: ecco le principali difficoltà per implementare questa tecnologia

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Quello del VoLTE (Voice over LTE o semplicemente HD Voice) è un tema molto sentito dai clienti degli operatori mobili virtuali, in particolare quelli che operano sotto rete Vodafone, che da marzo 2021 ha definitivamente dismesso il 3G, dove passavano le chiamate voce (e da aprile 2022 lo sarà anche per i MVNO sotto rete TIM).

Questo ha portato ad un inevitabile passaggio dalla rete 3G a quella 2G, con relativo peggioramento della qualità delle chiamate.

Molti non sanno però che l’implementazione del VoLTE non è una cosa semplicissima per un operatore di rete mobile e in particolare per un MVNO, con tempistiche spesso molto lunghe e influenzate da diversi fattori.

Qui cercheremo di spiegarvelo al meglio, basandoci su due punti fondamentali: le infrastrutture di rete e gli accordi (non sempre facili) con i produttori di smartphone.

Punto 1: integrazione tecnologica

Partiamo con quella che è la parte di integrazione tecnologica che varia se si è un Full MVNO o un ESP MVNO o un semplice ATR MVNO.

Nel caso di un Full MVNO (quindi sostanzialmente un operatore mobile virtuale che ha le stesse piattaforme di un operatore di rete, tranne l’infrastruttura radio e l’accesso alla stessa), la parte più complicata è l’integrazione di propri apparati di rete con quelli dell’operatore infrastrutturato.

Tutte cose che richiedono molto lavoro, test continui in cui i tecnici di un MVNO si interfacciano con quelli dell’operatore di rete mobile (che sia Vodafone, TIM o WINDTRE).

Più facile la situazione per un ATR MVNO e qui abbiamo un esempio molto pratico: Very Mobile. Trattandosi di un brand commerciale di WINDTRE (di fatto SIM WINDTRE brandizzate e commercializzate con il logo Very Mobile), implementare il VoLTE è stato decisamente più facile.

Situazione simile per ho. Mobile, ESP MVNO di Vodafone. Di fatto questi second brand si differenziano dall’operatore di rete solo per alcuni aspetti, come la gestione e il supporto ai clienti (quindi un CRM separato), una piattaforma billing dedicata, MNP dedicata e tutta la parte commerciale (tariffe, offerte e promozioni dedicate).

L’infrastruttura, o meglio gli apparati di rete, sono sostanzialmente gli stessi e non è un caso che tra tutti gli operatori mobili virtuali attivi in Italia, siano stati i primi ad implementare il VoLTE rispetto ai concorrenti.

Sia chiaro, se uno smartphone Samsung o Apple o Xiaomi (o qualsiasi altro brand) ha il VoLTE abilitato e configurato ad esempio per la rete Vodafone, non va dato per scontato che poi funzionerà automaticamente anche per gli operatori mobili virtuali che sfruttano la sua rete, tutt’altro. Quello dei second brand di Vodafone e WINDTRE citati come esempi, sono decisamente un caso a parte.

Punto 2: accordi con i produttori di smartphone

C’è poi l’ampissimo discorso che riguarda i device. Per poter usufruire della tecnologia VoLTE, il requisito fondamentale non è solo possedere uno smartphone abilitato (con client VoLTE integrato), ma i singoli produttori devono anche aggiornarlo con i parametri di rete che ogni operatore mobile gli comunica.

Qui le tempistiche si allungano a dismisura, perché c’è tutto un discorso di accordi commerciali e test da effettuare, che richiedono molto tempo.

Ogni operatore deve infatti comunicare i propri parametri di rete ai singoli produttori, che a loro volta dovranno configurare il client VoLTE su tutti i modelli di smartphone commercializzati nel paese dove operano questi gestori.

A questo punto i produttori inviano i loro modelli commercializzati in Italia e già configurati, all’operatore che ne ha fatto richiesta, che provvederà a fare tutti i test del caso nei suoi laboratori.

Se tutto va a buon fine, senza anomalie o problemi (che allungherebbero ulteriormente le tempistiche), a questo punto si procede con il rollout e l’aggiornamento di tutti i modelli di smartphone testati. Solo da questo momento in poi, i clienti di un determinato operatore potranno sfruttare tutte le potenzialità del VoLTE.

Ed ecco spiegato il perché ogni singolo gestore comunica la propria lista di smartphone compatibili, che viene poi aggiornata con nuovi modelli, man mano che questi vengono configurati e testati.

Per gli operatori mobili virtuali è però tutto più complicato. Diversi produttori di smartphone, soprattutto quelli leader per quote di mercato, tendono ad essere molto “disponibili” con gli operatori di rete mobile, sia perché sono i principali gestori presenti in ogni singolo mercato (con decine di milioni di clienti), sia perché spesso nei negozi di uno o l’altro operatore di rete mobile vengono venduti smartphone di uno o più brand, da Apple a Samsung, passando per Xiaomi e altri ancora.

C’è dunque tutto l’interesse e la disponibilità a dare il massimo supporto (con team dedicati) per la configurazione dei singoli modelli di smartphone, che vengono poi inviati nei laboratori dei principali operatori di rete mobile per i test finali, prima di procedere con gli aggiornamenti e le abilitazioni per tutti i clienti.

Per i MVNO questi passaggi non sono scontati, anzi. Un produttore di smartphone non ha alcun interesse ad investire proprie risorse (magari con team dedicati, come avviene per i principali gestori) per dare una mano ad un operatore mobile virtuale ad implementare la tecnologia VoLTE.

Accade quindi che sì, molti produttori ricevono le comunicazioni da parte dei MVNO e implementano comunque i parametri che servono per configurare i client VoLTE degli smartphone che producono e commercializzano, ma si fermano solamente a questo e con tempistiche molto diverse tra loro (tendenzialmente i produttori con piccole quote di mercato o marginali, sono quelli spesso più propensi a dare una mano, perché vedono in questa operazione dei potenziali clienti in più).

Sempre su questo fronte, diversi produttori lasciano poi tutta la parte dei test a carico dei MVNO. Tradotto in parole semplici: vi comprate i nostri terminali/smartphone/tablet e ve li testate da soli e se tutto va bene ci comunicate il singolo modello testato e lo aggiorniamo (aggiungendo quindi anche l’onere di dover investire su personale specializzato, laboratori dedicati a queste attività e acquistare tutti i modelli di ogni singolo brand commercializzato in Italia, dai top di gamma ai low cost, senza ricevere dei sample dove è stata già precaricata la configurazione relativa ad uno o l’altro operatore mobile virtuale).

Apple su questo fronte è la più problematica, visto che tendenzialmente lavora quasi esclusivamente con gestori di rete. Come ci riferiscono diverse fonti, senza un accordo commerciale che preveda anche la vendita di suoi prodotti, è poco propensa ad abilitare il VoLTE sui propri terminali (figuriamoci ad un operatore mobile virtuale che non vende iPhone e magari con una piccola customer base).

Come si può capire da questo nostro approfondimento dedicato alla tecnologia VoLTE, l’abilitazione richiede tempistiche molto lunghe, ancor di più per gli operatori mobili virtuali, che si trovano ad affrontare problematiche (non solo tecniche) decisamente più impegnative rispetto ai singoli gestori di rete mobile.

Questo approfondimento è stato realizzato in collaborazione con i colleghi di universofree.com e con il prezioso contributo di tecnici con specifiche competenze sulla tecnologia VoLTE di un operatore mobile italiano (che ringraziamo per la disponibilità).

13 Risposte

  1. Antonio Comparato ha detto:

    Kena mobile pur essendo una società di TIM a distanza di mesi dallo spegnimento delle antenne 3G non riesce ad attivare il VoLTE su tutte le sue linee.

    • Redazione ha detto:

      Perché Kena non è TIM, KEna è un Full MVNO ex Noverca, quindi è un operatore mobile virtuale che non eredita in automatico tutto quello che ha TIM a livello di rete.

  2. Piero ha detto:

    Ottimo approfondimento, chiaro ed esaustivo. Grazie davvero!

  3. Simone ha detto:

    Approfondimento stupendo, ammetto di aver imparato cose che non conoscevo e non pensavo fosse così complicato per un MVNO abilitare il VoLTE.

  4. Fabio Cico Massai ha detto:

    ho fatto una prova con una sim dati vodafone fornita con la station e inserita in un tablet. la prima cosa che ho notato è che mi esce la scritta 4G anziche LTE come con una sim standard. se provi a chiamarla, anche se non è abilitata al servizio, va in 2G e fa cadere la connessione per poi riprenderla subito dopo. stessa cosa accade per invio/ricezione sms che però vengono correttamente gestiti. Un’altra cosa simpatica: l’estate scorsa ero in vacanza in Abruzzo (Castel di Ieri) e con la mia postemobile potevo navigare tranquillamente ma ero isolato per chiamate e sms! prendeva solo il 4G…

  5. Marco ha detto:

    Ho mobile ha il VolLTE operativo da un anno circa

  6. Andrea S. ha detto:

    Sono nel guado…ho PosteMobile e attendo venga lanciato VolTE (col passaggio di PosteMobile alla rete Vodafone non sono più riuscito a collegarmi alla rete durante una chiamata…); in più, sono in procinto di cambiare telefono e nella scelta sto iniziando a preoccuparmi anche del fatto che non supporti VolTE. Insomma pensavo che il problema dipendesse esclusivamente dall’operatore di telefonia, invece anche il dispositivo potrebbe non essere abilitato, se non ho mal interpretato. Me lo confermate? Grazie

  7. Leo ha detto:

    ILIAD è un operatore fisico ed ha ran-sharing con Wind3 che ha il VoLTE, mi chiedo dunque perché non abbia ancora il Voice Over LTE

  8. Max ha detto:

    Solo Tim va con tutti perché non lo so ma 5g e volte funzionano con tutti anche realme , altri operatori compreso Vodafon zero grazie Tim

  9. Lykanos82 ha detto:

    Grazie mille per la spiegazione ora è tutto decisamente più chiaro.
    Posso capire i MVNO ma con WINDTRE con offerta 5g addirittura (iphone 12) non c’è stato verso di farsi arrivare VoLTE nonostante il telefono lo supportasse… una delusione davvero… tanto che ho cambiato operatore alla fine. Pessima esperienza

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